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Per la prevenzione degli infortuni nell’uso di apparecchi di sollevamento e mezzi di trasporto, sono fondamentali idonee procedure di scelta, controllo e verifica.

I carroponti e i paranchi sono dei macchinari progettati per sollevare e spostare materiali: sapere come utilizzare correttamente questi strumenti permette di prevenire possibili incidenti ed infortuni.

Alcune indicazioni per la sicurezza:

I carroponti, scorrenti su rotaie, “devono essere provvisti alle estremità di corsa, sia dei ponti che dei loro carrelli, di tamponi di arresto o respingenti adeguati per resistenza ed azione ammortizzante alla velocità ed alla massa del mezzo mobile ed aventi altezza non inferiore ai 6/10 del diametro delle ruote;

gli elevatori azionati a motore devono essere costruiti in modo da funzionare a motore innestato anche nella discesa;

prima di iniziare il carico e lo scarico con carroponte o paranchi va accertato il peso che deve essere sollevato. Il peso è un dato fondamentale per la scelta corretta dei mezzi di sollevamento e degli accessori di imbracatura. Il peso del carico non deve superare la portata dell’apparecchio di sollevamento e degli accessori di sollevamento utilizzati per l’imbracatura;

durante il trasporto il carico va mantenuto il più basso possibile, evitando urti e oscillazioni;

gli accessori di sollevamento per l’imbracatura dei carichi vanno conservati in appositi luoghi e non abbandonati sul terreno dove possono essere causa di cadute. Inoltre gli accessori di sollevamento a contatto con il terreno possono subire danneggiamenti causati dal passaggio dei mezzi di trasporto, dall’umidità e da polveri;

durante l’uso di mezzi di imbracatura (funi, catene, corde, ecc.) a tratti inclinati controllare che la distanza dai punti di attacco sia minore o uguale alla lunghezza dei tiranti (angolo al vertice < 60°) per evitare eccessive sollecitazioni dovute all’aumento della forza agente sui tiranti quando lavorano inclinati;

è vietato passare o sostare sotto i carichi sospesi, passare con il carico sopra i lavoratori ed anche inserire parti del corpo (mani, dita, piedi, ecc.) sotto i carichi sospesi. Pertanto è necessario che i percorsi interessati dal transito dei carichi sospesi siano predisposti in modo da evitare il passaggio del carico sopra i lavoratori e sopra i luoghi per i quali l’eventuale caduta possa costituire pericolo.

Quando poi il passaggio con il carico sopra i lavoratori non possa essere evitato il gruista deve segnalare preventivamente le manovre per consentire l’allontanamento delle persone esposte al pericolo di caduta del carico sospeso.

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Funi e catene: chi deve eseguire controllo?

Le funi e le catene impegnate nelle attrezzature di sollevamento devono essere soggette a controlli e a manutenzione continua, al fine di garantirne l’integrità e la sicurezza nel tempo.

Le funi possono subire delle alterazioni per cause meccaniche legate agli sforzi di flessioni conseguenti al piegamento intorno ai tamburi e alle pulegge e alle pressioni di contatto con gli stessi. In alcuni casi le funi possono essere danneggiate a causa dell’ossidazione. La riduzione della sezione della fune e dei fili elementari che la compongono costituiscono un campanello d’allarme relativo al degrado della fune stessa.

La verifica delle funi deve essere effettuata, per legge, da personale qualificato a svolgere questa attività: a meno che non si dimostri che personale interno all’azienda abbia ricevuto una formazione professionale adeguata a qualificare la persona allo scopo, non potrà essere il proprietario o l’utilizzatore a certificare la corretta esecuzione della verifica.

Resta comunque la circostanza che, se la verifica viene effettuata da personale interno all’azienda, anche se qualificato, la responsabilità in caso di incidente resta in capo all’azienda proprietaria/utilizzatrice del mezzo di sollevamento.

qualora la verifica delle funi venga affidata a società terza la responsabilità viene assunta da quest’ultima nel momento in cui rilascia la dichiarazione di corretta esecuzione della verifica con i relativi giudizi.

L’unico onere che permane in capo alla proprietaria/utilizzatrice è di attivarsi affinché la verifica venga eseguita nei termini di legge e l’onere di verificare le credenziali della persona o società che effettua la verifica (ad esempio: non si potrà pretendere di essere liberati da responsabilità se si è fatto visionare le funi da società che non ha come oggetto della propria attività l’assistenza ai mezzi di sollevamento).

L’avvenuta verifica va annotata da colui che ha la disponibilità della macchina, nel registro di controllo sulla base della dichiarazione rilasciatagli dal tecnico competente.

I nostri Tecnici specializzati eseguono le attività di controllo adottando le disposizioni contenute nelle UNI ISO 4309:2011 e s.m.i. Il controllo prevede il censimento iniziale delle attrezzature ed il successivo rilascio della scheda di manutenzione dell’attrezzatura.

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La caduta del carico e il possibile conseguente investimento degli operatori da parte dell’intero carico o di una parte di esso, rappresenta il rischio prevalente connesso alla presenza negli ambienti di lavoro di apparecchi per il sollevamento.

Le possibili cause

Errata imbracatura del carico;

assenza o non idoneità dei sistemi di trattenuta e di imbracatura;

non idoneità o insufficiente manutenzione dei freni e dei fine corsa;

eccessiva velocità o manovre brusche durante la traslazione del carico;

sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio;

interferenza tra più apparecchi di sollevamento che incrociano il raggio di azione.

Incidenti possono poi dipendere dalla “scorretta esecuzione delle manovre da parte dell’operatore addetto all’apparecchio di sollevamento quali, ad esempio, l’eccessiva velocità di traslazione e di salita o discesa del carico così come le brusche accelerate e frenate.

Ed è evidente che il sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio, oltre che presentare un elevato rischio di caduta dell’apparecchio stesso comporta il rischio di caduta del carico per rottura dei sistemi di trattenuta.

Misure di prevenzione

Prima dell’uso:

“verificare l’efficienza della pulsantiera;

verificare l’efficienza dei fine corsa elettrici e meccanici, di salita, discesa e traslazioni;

verificare l’efficienza della chiusura di sicurezza del gancio;

verificare che i percorsi pedonali di manovra siano liberi da ostacoli;

verificare l’efficienza del dispositivo di segnalazione acustica (sirena) e ottica (girofaro)”.

Durante l’uso:

avvisare l’inizio delle manovre con il segnalatore acustico;

durante lo spostamento dei carichi evitare di transitare sopra le aree di lavoro;

manovrare il carroponte a distanza di sicurezza dal carico;

eseguire con gradualità le manovre;

attenersi ai limiti di portata;

verificare sempre il corretto imbraco dei materiali prima di iniziare le manovre;

segnalare tempestivamente le anomalie”.

Dopo l’uso:

non lasciare carichi sospesi;

sollevare il gancio, ritirare il carrello e traslare il carro nella posizione di riposo prestabilita;

interrompere l’alimentazione elettrica, agendo sull’interruttore principale al quadro o a parete;

lasciare la pulsantiera al sicuro da eventuali danneggiamenti.

Mettiamo a vostra disposizione la nostra grande esperienza nella fornitura di apparecchi di sollevamento industriale anche per progetti chiavi in mano e per qualsiasi tipo di ambiente industriale.

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L’indagine supplementare, anche detta indagine strutturale o decennale, è un esame approfondito da parte di un ingegnere esperto.

Per gli apparecchi di sollevamento che superano i 20 anni di età è prevista l’INDAGINE SUPPLEMENTARE, cioè una verifica strutturale finalizzata ad individuare eventuali vizi, difetti o anomalie, per stabilire la VITA RESIDUA.

Fap srl effettua indagini supplementari!

Il Datore di Lavoro deve sempre mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature idonee ai fini della loro salute e sicurezza (ai sensi dell’art.71 del D.lgs. 81/2008), egli ha l’obbligo di effettuare le indagini sulle apparecchiature ogni volta che risulta necessario considerando:

-la frequenza indicata nelle istruzioni per l’uso fornite dal fabbricante,

-la frequenza indicata nelle pertinenti norme tecniche,

-lo stato di conservazione e l’utilizzo effettuato.

I principali elementi che costituiscono un apparecchio di sollevamento possono essere suddivisi in:

-elementi strutturali: sono quegli elementi la cui sostituzione non ha senso da un punto di vista economico. Sono gli elementi che influenzano la vita effettiva dell’apparecchio;

-elementi di usura: sono quegli elementi per i quali è prevedibile una sostituzione (con cadenza variabile) nell’arco della vita dell’apparecchio.

Considerando una gru a ponte, sono elementi strutturali le travi e la struttura del carrello; mentre sono di usura i ganci, le funi, i componenti dei freni, ecc.

Quali apparecchiature di sollevamento sono soggette ad indagine supplementare?

Le apparecchiature di sollevamento soggette sono le seguenti:

– le gru mobili (es. gru su autocarro e autogru);

– le gru trasferibili (gru a torre);

– i ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato.

Quando va fatta?

Secondo il DM 11 aprile 2011 il DDL ha l’obbligo di eseguire l’indagine supplementare a partire dal ventesimo anno (a partire dall’installazione dell’apparecchio) con lo scopo principale di:

rintracciare eventuali vizi, difetti e anomalie generatesi in seguito all’utilizzo dell’attrezzatura;

stabilire la vita residua dell’impianto.

Si rileva tuttavia come alcune norme tecniche specifiche indichino indagini approfondite quando:

si manifesta un incremento della frequenza dei difetti rilevati,

quando a seguito degli interventi di manutenzione regolari si riscontra un importante deterioramento della macchina;

e, in ogni caso:

Non oltre i 10 anni per le gru a torre e le gru mobili,

Non oltre i 20 anni per le restanti.

Affidati a Fap Srl!

Servizi svolti:

Controlli non distruttivi

Esame Magnetoscopico

Liquidi penetranti

Ultrasuoni

Relazione dei cicli residui

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La Prova di Carico (PDC) è necessaria per tutte le apparecchiature di sollevamento cose, siano esse fisse (carroponti), trasferibili (gru a torre) e mobili (autogru).

La Prova di Carico (PDC) serve a verificare l’intervento delle sicurezze di cui l’apparecchiatura di sollevamento è dotata (freno, freno di emergenza e limitatore di carico, ove presente) ed è indispensabile, anche, per vedere come reagisce la struttura, in condizioni statiche e dinamiche, quando viene utilizzata in condizioni di massimo carico.

Ma vediamo nello specifico quando eseguire le prove di carico.

Il costruttore.

I vari costruttori di apparecchi di sollevamento industriale devono obbligatoriamente indicare nel libretto di uso e manutenzione la periodicità minima degli interventi di manutenzione. Da una ricerca compiuta su 20 costruttori, è risultato che circa il 90% degli stessi indicano di eseguire la prova di carico, almeno ogni anno. Ora, dato che il costruttore è il punto di riferimento assoluto, appare chiaro che sarà necessario seguire al minimo le indicazioni nei libretti di uso e manutenzione alla lettera.

Il manutentore.

Il personale specializzato che è impegnato nella manutenzione e nei controlli degli apparecchi di sollevamento, una volta compiuto quanto indicato dal costruttore, dovrà verificare in accordo con il datore di lavoro ed in base all’utilizzo effettivo delle macchine se è il caso d’intensificare o meno le verifiche e pertanto le prove di carico. In una gru poco impegnata, con basso numero di cicli compiuti a bassi regimi di carico, ovviamente, la frequenza delle verifiche sarà minore di una impegnata in maniera “pesante”.

L’utilizzatore.

L’utilizzatore e/o proprietario dell’apparecchio di sollevamento dovrà incaricare personale specializzato con provata esperienza nel settore lo svolgimento delle prove di carico. Inoltre, è compito del medesimo rispettare quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 allegato VI e far verificare periodicamente la macchina da un ispettore accreditato per l’attestazione del mantenimento dei RES.

Affidare la manutenzione periodica preventiva dei propri impianti ad una azienda professionale e competente offre un’innumerevole serie di vantaggi; uno di questi: la vita dell’impianto si allunga e si mantiene un’ottima efficienza durante le operazioni di utilizzo.

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Gru a bandiera: denuncia di messa in servizio, richiesta di prima verifica e verifiche periodiche 

La gru a bandiera è un apparecchio di sollevamento a struttura metallica.

Esistono in commercio due tipologie di gru a bandiera, quelle del tipo a mensola, e quelle a colonna.

Le prime per essere installate hanno bisogno di un supporto costituito dalle strutture esistenti (muri, pilastri, travi), le seconde invece vengono ancorate ad una colonna / pilastro metallico fissato alla pavimentazione.

Normativa gru a bandiera

Le gru a bandiera, l’utilizzo è disciplinato dal Titolo III del Dlgs 81/2008. Gli obblighi a carico di tali dispositivi sono gli stessi comuni a tutte le attrezzature di lavoro e, qualora non azionate a mano e se la portata è maggiore di 200 kg, sono soggette alle verifiche periodiche di cui all’art. 71 del Dlgs 81/2008.

Le modalità di effettuazione delle verifiche sono disciplinate dal DM 11 Aprile 2011, mentre occorre fare riferimento al Dlgs 81/2008 per tutti gli altri obblighi in materia.

L’obbligo di messa in servizio è previsto dal DM 11 aprile 2011. La denuncia va inoltrata all’Inail.

La comunicazione di messa in servizio è obbligatoria per tutte le gru a bandiera, sia quelle marcate CE (cioè immesse sul mercato dopo il 21 settembre 1996) sia per quelle non marcate CE.

Messa in servizio di gru a bandiera marcate CE

Dal 27 maggio 2019 tale comunicazione potrà essere effettuata solo per via telematica attraverso l’applicativo CIVA. L’Inail, dopo gli accertamenti di correttezza formale della documentazione ricevuta, provvederà al rilascio della matricola.

Messa in servizio di gru prive di marcatura CE

Per le gru più datate il processo di omologazione è più complesso, in quanto non è possibile denunciare l’apparecchio di sollevamento trasmettendo una semplice comunicazione. Infatti, il Ministero del lavoro con Circolare n. 77/1996 ha previsto ai fini dell’omologazione la trasmissione in fase di denuncia di specifica documentazione dell’apparecchio di sollevamento, costituita da:

-Elaborati grafici (disegno d’insieme e sezioni);

-Schemi funzionali impianti elettrici e/o fluidodinamici

-Estratto relazione di calcolo con indicazione della norma tecnica adottata (ovvero esplicitazione dei criteri di calcolo).

Tale documentazione dovrà essere firmata da un tecnico iscritto al relativo albo professionale.

La Prima verifica periodica

Completato l’iter di messa in servizio della gru a bandiera, è fondamentale procedere con la richiesta della prima verifica periodica.

Tale obbligo è previsto dall’art. 71 comma 11 del Dlgs 81/2008.

I Soggetti Abilitati alla verifica sono aziende private in possesso di specifica abilitazione all’esercizio delle funzioni di verifica, in aggiunta ai soggetti pubblici (Inail ovvero ASL/ARPA). L’abilitazione avviene con le specifiche previste dal DM 11 Aprile 2011.

A seguito della trasmissione del modulo di richiesta di prima verifica periodica può succedere che:

-L’Inail provvede ad effettuare direttamente le verifiche entro 45 giorni dalla richiesta;

-L’Inail entro 45 giorni comunica che non interverrà e l’incarico sarà affidato al Soggetto Abilitato;

-Decorrono i 45 giorni senza che Inail risponda, sarà quindi il Soggetto Abilitato ad eseguire la verifica.

La periodicità delle verifiche periodiche è triennale se alla data di verifica prevista la gru a bandiera ha un’età minore di 10 anni, biennale se superiore a 10 anni.

Fap srl, il sollevamento professionale e sicuro.

Siamo in grado di fornire qualsiasi tipo di prodotto per il sollevamento:

– Carriponte

– Gru a bandiera e a colonna

– Funi di acciaio

– Accessori sottogancio

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