Gli Accessori di Sollevamento godono di una disciplina molto dettagliata nell’ambito della Direttiva Macchine. Come identificarli correttamente?

Rientrano tra le definizioni del Decreto Legislativo n.17 27/01/2010 (cd Direttiva Macchine) (Attuazione della Direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la Direttiva 95/16/CE) art.2, p.to 2, lett. d):

Gli «accessori di sollevamento»: componenti o attrezzature non collegate alle macchine per il sollevamento, che consentono la presa del carico, disposti tra la macchina e il carico oppure sul carico stesso, oppure destinati a divenire parte integrante del carico e ad essere immessi sul mercato separatamente; anche le imbracature e le loro componenti sono considerate accessori di sollevamento.

 Perché gli accessori di sollevamento dei carichi sono così importanti?

I rischi derivanti da un utilizzo non corretto degli accessori di sollevamento, possono provocare gravi incidenti e possono essere così sintetizzati:

-caduta dei carichi;

-uso improprio dell’attrezzatura di lavoro;

-perdita accidentale di stabilità del carico.

I principali problemi riscontrati sugli accessori di sollevamento durante le attività ispettive sono:

-la mancata esecuzione dei controlli e registrazione degli accessori di sollevamento;

-la qualifica degli operatori addetti all’esecuzione di tali controlli;

-la mancata formazione ed addestramento dei lavoratori incaricati all’uso delle citate attrezzature.

Come scegliere gli accessori di sollevamento?

Gli accessori di sollevamento utilizzati devono essere appropriati in funzione dei carichi da movimentare ovvero devono essere utilizzati secondo le indicazioni fornite dal fabbricante.

Se il gancio non è allineato con il centro di gravità (baricentro), una volta sollevato, il carico ruota pregiudicando la stabilità dello stesso e della macchina.

In aggiunta alla posizione del baricentro un’altra variabile fondamentale che deve essere nota prima di iniziare le operazioni di sollevamento è la massa del carico da sollevare.

Gli accessori di sollevamento, devono recare le seguenti indicazioni:

identificazione del materiale, qualora tale informazione sia necessaria per la sicurezza di utilizzo, carico massimo di esercizio (WLL);

-per gli accessori di sollevamento sui quali la marcatura è materialmente impossibile, le indicazioni devono essere riportate su una targa o un altro mezzo equivalente fissato saldamente all’accessorio. Le indicazioni devono essere leggibili e situate in un punto in cui non rischino di scomparire per effetto dell’usura né di compromettere la resistenza dell’accessorio; gli accessori di sollevamento privi dell’etichetta, anche se in buono stato di conservazione, devono essere messi fuori servizio e affidati a una persona competente per un “esame accurato”. Per essere utilizzati nuovamente, sugli accessori di sollevamento, deve essere ripristinata la targa identificativa.

Inoltre, ai sensi del punto 4.4 della Direttiva macchine, ogni accessorio di sollevamento, o ciascuna partita di accessori di sollevamento commercialmente indivisibile, deve essere accompagnato da istruzioni che forniscano almeno le seguenti indicazioni:

-uso previsto;

-limiti di utilizzazione;

-istruzioni per il montaggio, l’uso e la manutenzione;

-coefficiente di prova statica utilizzato.

Manutenzione e controllo periodico

Le attrezzature di sollevamento devono essere sottoposte “a interventi di controllo periodici, secondo le frequenze stabilite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o desumibili dai codici di buona prassi.

Gli interventi di controllo devono essere effettuati da persona competente e i risultati dei controlli devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi 3 anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.

TIPOLOGIE DI MANUTENZIONI:

– ispezione visiva giornaliera; NON NECESSITA DI REGISTRAZIONI

– ispezione frequente: ogni tre mesi o prima; va registrata

– ispezione periodica (più approfondita): una volta all’anno; va registrata

– ispezioni in caso d’incidente

I controlli giornalieri e trimestrali non è necessario vengano affidati a personale esterno qualificato, possono essere eseguiti internamente (solitamente dai manutentori), purché il personale sia adeguatamente formato ed informato.

Effettuiamo i controlli degli accessori di sollevamento.

Vuoi avere maggiori informazioni? Contattaci: https://www.fapsrl.net/portfolio-articoli/controllo-accessori-di-sollevamento/

Gru a bandiera: denuncia di messa in servizio, richiesta di prima verifica e verifiche periodiche 

La gru a bandiera è un apparecchio di sollevamento a struttura metallica.

Esistono in commercio due tipologie di gru a bandiera, quelle del tipo a mensola, e quelle a colonna.

Le prime per essere installate hanno bisogno di un supporto costituito dalle strutture esistenti (muri, pilastri, travi), le seconde invece vengono ancorate ad una colonna / pilastro metallico fissato alla pavimentazione.

Normativa gru a bandiera

Le gru a bandiera, l’utilizzo è disciplinato dal Titolo III del Dlgs 81/2008. Gli obblighi a carico di tali dispositivi sono gli stessi comuni a tutte le attrezzature di lavoro e, qualora non azionate a mano e se la portata è maggiore di 200 kg, sono soggette alle verifiche periodiche di cui all’art. 71 del Dlgs 81/2008.

Le modalità di effettuazione delle verifiche sono disciplinate dal DM 11 Aprile 2011, mentre occorre fare riferimento al Dlgs 81/2008 per tutti gli altri obblighi in materia.

L’obbligo di messa in servizio è previsto dal DM 11 aprile 2011. La denuncia va inoltrata all’Inail.

La comunicazione di messa in servizio è obbligatoria per tutte le gru a bandiera, sia quelle marcate CE (cioè immesse sul mercato dopo il 21 settembre 1996) sia per quelle non marcate CE.

Messa in servizio di gru a bandiera marcate CE

Dal 27 maggio 2019 tale comunicazione potrà essere effettuata solo per via telematica attraverso l’applicativo CIVA. L’Inail, dopo gli accertamenti di correttezza formale della documentazione ricevuta, provvederà al rilascio della matricola.

Messa in servizio di gru prive di marcatura CE

Per le gru più datate il processo di omologazione è più complesso, in quanto non è possibile denunciare l’apparecchio di sollevamento trasmettendo una semplice comunicazione. Infatti, il Ministero del lavoro con Circolare n. 77/1996 ha previsto ai fini dell’omologazione la trasmissione in fase di denuncia di specifica documentazione dell’apparecchio di sollevamento, costituita da:

-Elaborati grafici (disegno d’insieme e sezioni);

-Schemi funzionali impianti elettrici e/o fluidodinamici

-Estratto relazione di calcolo con indicazione della norma tecnica adottata (ovvero esplicitazione dei criteri di calcolo).

Tale documentazione dovrà essere firmata da un tecnico iscritto al relativo albo professionale.

La Prima verifica periodica

Completato l’iter di messa in servizio della gru a bandiera, è fondamentale procedere con la richiesta della prima verifica periodica.

Tale obbligo è previsto dall’art. 71 comma 11 del Dlgs 81/2008.

I Soggetti Abilitati alla verifica sono aziende private in possesso di specifica abilitazione all’esercizio delle funzioni di verifica, in aggiunta ai soggetti pubblici (Inail ovvero ASL/ARPA). L’abilitazione avviene con le specifiche previste dal DM 11 Aprile 2011.

A seguito della trasmissione del modulo di richiesta di prima verifica periodica può succedere che:

-L’Inail provvede ad effettuare direttamente le verifiche entro 45 giorni dalla richiesta;

-L’Inail entro 45 giorni comunica che non interverrà e l’incarico sarà affidato al Soggetto Abilitato;

-Decorrono i 45 giorni senza che Inail risponda, sarà quindi il Soggetto Abilitato ad eseguire la verifica.

La periodicità delle verifiche periodiche è triennale se alla data di verifica prevista la gru a bandiera ha un’età minore di 10 anni, biennale se superiore a 10 anni.

Fap srl, il sollevamento professionale e sicuro.

Siamo in grado di fornire qualsiasi tipo di prodotto per il sollevamento:

– Carriponte

– Gru a bandiera e a colonna

– Funi di acciaio

– Accessori sottogancio

Contattaci per avere maggiori informazioni: https://www.fapsrl.net/

Le Funi e le catene debbono essere sottoposte a controlli Trimestrali in mancanza di specifica indicazione da parte del Fabbricante.

Un terzo degli infortuni da utilizzo degli apparecchi di sollevamento avvengono in occasione della scelta degli accessori ed attrezzature per la movimentazione dei carichi.

Dunque, è importante aumentare l’attenzione sulla scelta, uso e controllo degli accessori di sollevamento.

Con il Decreto Legislativo n. 17 del 27 gennaio 2010 l’Italia ha recepito la Nuova Direttiva Macchine (2006/42/CE) contenente diverse novità, fra queste quella di equiparare gli accessori di sollevamento e relativi componenti alle ‘macchine’ e quindi, come tali, devono, al momento dell’acquisto, ricevere la Dichiarazione di Conformità CE unitamente al Manuale d’uso e manutenzione ed essere sottoposti alle verifiche periodiche (la periodicità è indicata dal costruttore/fabbricante) e deve essere compilato il relativo Registro di Controllo che il costruttore fornisce assieme all’accessorio.

Quali sono gli obblighi e responsabilità dei fabbricanti di accessori del sollevamento?

-Per fabbricante s’intende qualsiasi persona fisica o giuridica responsabile della progettazione e della fabbricazione di un prodotto al fine di immetterlo nel mercato nella Comunità a suo nome;

-le stesse responsabilità del fabbricante si applicano anche a qualsiasi persona fisica o giuridica che assembla, imballa, lavora o etichetta prodotti già pronti al fine di immetterli sul mercato comunitario con il proprio nome;

– chiunque modifichi la destinazione d’uso di un prodotto in modo tale che siano applicabili requisiti essenziali diversi o che il prodotto venga sostanzialmente modificato o ricostruito, creando pertanto un prodotto nuovo, al fine di immetterlo nel mercato nella Comunità, ha le stesse responsabilità del fabbricante;

– il fabbricante è il solo e unico responsabile della conformità del proprio prodotto personalmente sia che l’abbia immesso nel mercato a suo nome;

– il fabbricante ha la responsabilità di: progettare e fabbricare il prodotto nel rispetto dei requisiti essenziali fissati nella o nelle direttive; eseguire la valutazione della conformità secondo le procedure fissate nella o nelle direttive”.

Quali sono le Tipologie di controllo degli accessori di sollevamento?

Le tipologie di controllo degli accessori di sollevamento sono:

– ispezione giornaliera: “ispezione condotta giornalmente dal conduttore di gru o dall’imbracatore prima di iniziare le operazioni di sollevamento; consiste in un’ispezione visiva o in test funzionali;

– ispezione frequente: ispezione condotta sulla base della frequenza e della severità di utilizzo dell’attrezzatura e dell’ambiente di lavoro, entro intervalli di tempo non superiori a tre mesi (a meno di periodi di inattività);

– ispezione periodica: ispezione condotta sulla base dell’ambiente di lavoro, della frequenza e della severità di utilizzo dell’attrezzatura, entro intervalli di tempo non superiori a 12 mesi (a meno di periodi di inattività)”.

I controlli condotti sull’attrezzatura devono essere riportati su apposito registro.

Due elementi di sospensione: funi e catene

– per le funi: “controllare lo stato di conservazione per valutarne l’eventuale degrado e risalire alle cause dello stesso, osservando con attenzione le parti della fune che si avvolgono sulle carrucole/pulegge e quelle in prossimità dei punti di fissaggio alle estremità. A tal fine un utile riferimento può essere rappresentato dalla norma UNI ISO 4309:2011, che offre i criteri di valutazione (per es.: conteggio dei fili rotti, aspetto e/o misurazioni, la gravità del deterioramento) per stabilire se una fune può rimanere in servizio in sicurezza oppure è necessario sostituirla”;

– per le catene: “evidenziare usura, pieghe, deformazioni, intagli, riduzione di sezione, allungamenti, con particolare attenzione alle zone di contatto tra le maglie, alle zone di contatto con le noci e con i rocchetti, nonché ai punti di fissaggio ai capo catena realizzati con spine. Un utile riferimento per i controlli delle catene è rappresentato dalla norma UNI EN 818-7:2008”.

Per il controllo Accessori di Sollevamento contattaci.

I nostri Tecnici specializzati eseguono le attività di controllo adottando le disposizioni contenute nelle UNI ISO 4309:2011 e s.m.i.

Il controllo prevede il censimento iniziale delle attrezzature ed il successivo rilascio della scheda di manutenzione dell’attrezzatura.

Per maggiori info: www.fapsrl.net/portfolio-articoli/controllo-accessori-di-sollevamento

Le prove di carico fanno emergere problemi non visibili tramite indagini visive e controlli non distruttivi; sono fondamentali per individuare la reazione della struttura dell’impianto di sollevamento in condizioni quasi statiche e dinamiche e di massimo carico, quindi nella situazione più sfavorevole fra quelle possibili.

La Prova di Carico serve a verificare l’apparecchiatura di sollevamento. Durante la prova viene sollevato il “carico massimo di utilizzo” dell’apparecchio. Tale operazione deve essere periodicamente ripetuta durante tutto l’arco di vita della macchina e deve essere compiuta con carichi nominali o maggiorati.

La Prova di Carico: a cosa serve?

La Prova di Carico è necessaria:

-In fase di messa in servizio: la prova verifica la resistenza strutturale, la deformazione, la taratura del limitatore di carico e la tenuta delle parti frenanti;

-In fase di manutenzione: la tenuta delle parti frenanti;

-In fase di ispezione supplementare (Decennale e/o Ventennale): la resistenza strutturale, la deformazione e la tenuta delle parti frenanti;

-In fase di verifica periodica dell’attrezzatura e il mantenimento dei RES ovvero i Requisiti Essenziali di Sicurezza.

La Prova di Carico: Quali carichi sono necessari?

Il carico necessario alla prova varia in funzione al tipo d’intervento:

-Durante la MESSA IN SERVIZIO un “carico massimo di utilizzazione” pari alla portata massima dell’apparecchio al quale aggiungere in momenti diversi:

  • Un carico supplementare (+25%) oltre al nominale per la prova STATICA;
  • Un carico supplementare (+10%) oltre il nominale per la prova DINAMICA.

-Durante la MANUTENZIONE, le ISPEZIONI SUPPLEMENTARI e la VERIFICA PERIODICA un “carico massimo di utilizzazione” pari alla portata massima dell’apparecchio.

La Prova di Carico: quando eseguirla?

Il costruttore.

Il costruttore di apparecchi di sollevamento industriale deve indicare nel libretto di uso e manutenzione la periodicità minima degli interventi di manutenzione. La maggior parte dei costruttori indica di eseguire la verifica delle parti frenanti, pertanto di fare la prova di carico, almeno ogni anno.

Il manutentore.

Il personale impegnato nella manutenzione e nei controlli degli apparecchi di sollevamento, seguito quanto stabilito dal costruttore, dovrà verificare in accordo con il datore di lavoro ed in base all’utilizzo effettivo delle macchine se è il caso d’intensificare o meno le verifiche e pertanto le prove di carico.

L’utilizzatore.

Colui che utilizza e/o proprietario dell’apparecchio di sollevamento dovrà avere cura di far espletare da personale specializzato con provata esperienza nel settore lo svolgimento delle prove di carico. Inoltre è compito del medesimo rispettare quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 allegato VI e far verificare periodicamente la macchina da un ispettore accreditato per l’attestazione del mantenimento dei RES.

Fap Srl, presente da decenni nel mercato della vendita di materiale e accessori per il sollevamento industriale, mette a vostra disposizione la propria esperienza! Le principali attività sono quelle della progettazione, della vendita e dell’installazione di Gru, Carriponte e di tutti quegli accessori sotto-gancio utili alla movimentazione dei carichi pesanti.

Vuoi avere maggiori informazioni? https://www.fapsrl.net/prodotti-per-il-sollevamento-industriale/

“Le Funi e le catene debbono essere sottoposte a controlli Trimestrali in mancanza di specifica indicazione da parte del Fabbricante.”

I controlli degli accessori sotto gancio sono previsti per legge dal D.Lgs 81/08 art. 71 comma 8 e all.to VI punto 3.1.2 (verifiche trimestrali) quindi nella verifica della conformità di tutti gli accessori collegati per il sollevamento definiti comunemente “sotto gancio”.

Le verifiche delle attrezzature sotto gancio presenti nei luoghi di lavoro, deve essere effettuata con cadenza trimestrale, da personale formato, e sono rivolte a tutte le imprese che utilizzano accessori per il sollevamento quali: catene, tiranti in fune, braghe, fasce, bilancini, golfari, grilli, funi ecc.

La verifica consiste nel controllo visivo degli accessori con rilascio del verbale periodico di controllo, eventuale fornitura ricambi “CE” conformi in caso di necessità.

Ogni attrezzatura di sollevamento ha la propria scheda, dove viene riportata la data delle verifiche con l’esito e con gli eventuali interventi effettuati.

La scheda consente di avere sotto controllo lo stato di tutte le attrezzature oggetto di verifiche trimestrali, permette di programmare le verifiche delle attrezzature e trasmette un’immagine di efficacia e di efficienza nei confronti degli ispettori preposti al controllo delle attrezzature di sollevamento.

Inoltre, nel caso di usure ripetitive di determinati elementi, un corretto sistema di verifiche consente di individuarne le cause e adottare i provvedimenti al fine di prolungarne la vita lavorativa aumentandone il grado di sicurezza.

Modalità di intervento

-Verifica dell’attrezzatura direttamente presso l’azienda richiedente;

-Censimento ed ispezione dell’attrezzatura secondo le normative vigenti, le procedure interne di qualità e le indicazioni del costruttore.

-Verifica della conformità e presenza di eventuali cartellini indicanti il numero di certificazione del prodotto.

-Compilazione del report con l’esito del controllo.

Perché scegliere Fap Srl?

La nostra Azienda, forte della sua esperienza, esegue servizi di verifica trimestrale e assistenza alle attrezzature di sollevamento sotto gancio, in merito agli adempimenti dettati delle vigenti norme di sicurezza sul lavoro (Dlgs. 626/94, D.P.R. 459/96, D.P.R. 547/55 norme unificate nel T.U. Dlgs. 81/08).

Il controllo prevede esattamente il censimento iniziale delle attrezzature ed il successivo rilascio della scheda di manutenzione dell’attrezzatura dei sistemi di sollevamento (sotto gancio) presenti nei luoghi di lavoro.

LA SICUREZZA È SEMPRE IN PRIMO PIANO!

www.fapsrl.net

L’utilizzo di un carroponte è la soluzione più diffusa per spostare merci pesanti ed ingombranti.

I dispositivi di sollevamento e movimentazione sono un aiuto fondamentale per spostare e sollevare le materie prime all’interno di un magazzino. Quando si tratta di sollevare e trasportare merci più pesanti ed ingombranti si utilizza un carroponte.

Il carroponte (o gru a ponte) è una macchina destinata al sollevamento ed allo spostamento di materiali, con movimenti ristretti e confinati, sia all’aperto sia al chiuso. Da non confondersi con la gru a portale, che scorre su due binari posti diversi metri più in basso del ponte, grazie a quattro braccia.

In concreto a cosa serve il carroponte?

Il carroponte viene impiegato, nella maggior parte dei casi, per completare cicli di sollevamento di oggetti particolarmente pesanti o ingombranti. Grazie al carroponte, quest’azione può essere implementata sia in senso latitudinale (grazie alle carrucole dell’argano) sia in senso longitudinale, grazie allo scivolamento dell’apparato di sollevamento lungo la trave portante.

In concreto, trova impiego in diversi ambiti, dall’industria pesante alla cantieristica di vario genere, passando per le opere di manutenzione che richiedono lo spostamento o il sollevamento di oggetti pesanti, come ad esempio nei cantieri ferroviari, così come nei magazzini, nei cantieri portuali, nelle cartiere e negli impianti siderurgici.

Questo macchinario utensile viene spesso adoperato per implementare i passaggi più onerosi di una catena di produzione che prevede lo smistamento di complessi e strutture di notevole peso e ingombro.

Come si utilizza un carroponte?

Il carroponte è un macchinario automatizzato. I comandi si trovano in un’apposita cabina o in un quadro della strumentazione collocato a terra.

Con una leva si mettono in funzione le funi, per farle prima scendere e agganciare il carico e poi tenderle per sollevarlo.

Un’altra leva, invece, comanda gli spostamenti dell’argano lungo la trave.

Quali sono le norme per l’uso del carroponte?

Trattandosi di un macchinario potenzialmente pericoloso, dato il tipo di carichi sollevati, è fondamentale rispettare le norme relative al corretto utilizzo del macchinario.

Queste norme riguardano sia il datore di lavoro che il dipendente:

-in particolare, il datore di lavoro è tenuto a dare adeguate informazioni circa i rischi per la salute e la sicurezza legati all’attività di impresa, alla singola mansione ed all’esposizione ad eventuali sostanze tossiche o velenose; le procedure di primo soccorso, le azioni antincendio e l’evacuazione dei luoghi di lavoro; gli incaricati alla prevenzione ed alla protezione della salute dei dipendenti.

Inoltre, il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire attrezzature e macchinari conformi alle disposizioni legislative in vigore in materia di sicurezza e omologazione dei materiali.

-Il personale addetto all’azionamento del carroponte deve essere adeguatamente preparato e qualificato, affinché l’utilizzo del macchinario avvenga in completa sicurezza. La formazione del personale addetto avviene al momento della stipula del contratto di lavoro o del trasferimento ad altre mansioni.

Fap SRL, presente da decenni nel mercato della vendita di materiale e accessori per il sollevamento industriale, si distingue per la sua professionalità ed il suo impegno.

Contattaci per avere maggiori informazioni: https://www.fapsrl.net/

Lavorare con apparecchi di sollevamento comporta elevati pericoli. Sono frequenti i gravi infortuni dovuti a un utilizzo non sicuro di questi apparecchi.
Proprio per questo motivo la normativa vigente prescrive che queste macchine debbano essere sottoposte periodicamente a verifica “per accertarne lo stato di funzionamento e di conservazione ai fini della sicurezza”.

Uno dei principali rischi è il rischio di rovesciamento e/o caduta dell’apparecchio di sollevamento.
Le cause possono essere diverse:
– “scorretta installazione dell’apparecchio;
– errata progettazione e/o realizzazione delle strutture portanti dell’apparecchio;
– insufficiente manutenzione delle strutture e dei dispositivi di sicurezza (fine corsa);
– sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio;
– interferenza tra più apparecchi di sollevamento che incrociano il raggio di azione”.

Inoltre, spesso accade che la valutazione sull’effettivo peso del carico da movimentare e la sua compatibilità con il mezzo di sollevamento venga eseguita per tentativi: si prova a sollevare il carico contando sull’intervento del dispositivo di sicurezza in caso di carico eccessivo. Tutto ciò aumenta la probabilità di rotture o guasti di elementi strutturali e degli stessi dispositivi di sicurezza.

Un altro rischio negli ambienti di lavoro di apparecchi per il sollevamento è relativo alla caduta del carico. Le principali cause sono:
– “errata imbracatura del carico:
– assenza o non idoneità dei sistemi di trattenuta e di imbracatura;
– non idoneità o insufficiente manutenzione dei freni e dei fine corsa;
– eccessiva velocità o manovre brusche durante la traslazione del carico;
– sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio;
– interferenza tra più apparecchi di sollevamento che incrociano il raggio di azione”.

La corretta manutenzione degli impianti di sollevamento contribuisce alla messa in sicurezza dell’ambiente di lavoro, evita periodi di fermi forzati e il rallentamento della produzione, con danni economici talvolta rilevanti. Affida la manutenzione periodica preventiva dei tuoi impianti ad una azienda professionale e competente come FAP srl.

La gru a ponte, o carroponte, è una macchina usata per il sollevamento e lo spostamento di merci e carichi pesanti.

La gru a ponte è formata da un argano fissato su un carrello o su un paranco, e da una trave o più travi realizzate in lamiera d’acciaio, di diverse forme e dimensioni, che funge da ponte. In base alla posizione del ponte si avrà un diverso tipo di traslazione.
Nel caso in cui il ponte sia sospeso, la traslazione sarà elettrica o manuale; in caso contrario, sarà motorizzata se il ponte è fissato ai binari.

Tipologie di gru a ponte
Esistono due tipi di gru a ponte: la gru a ponte monotrave e la gru a ponte bitrave.
Il carroponte monotrave ha il ponte appoggiato direttamente sui binari ed è in grado di sollevare carichi con una portata massima di dieci tonnellate ad un’altezza massima di venticinque metri.
Il carroponte bitrave, invece, può sostenere carichi maggiori e fino a trentadue metri di altezza.
Questi sono i due modelli standard di carroponte, ma possono essere prodotti macchinari personalizzati in base alle richieste del cliente o dell’azienda.

Da Fap srl trovi solo prodotti di qualità per il sollevamento industriale. Per maggiori info: www.fapsrl.net

Il paranco è un apparecchio destinato al sollevamento meccanico e può essere manuale, elettrico, pneumatico o idraulico.
Il paranco, installato su gru a bandiera e carriponte, è un apparecchio destinato al sollevamento e alla movimentazione dei carichi. Il paranco permette di sollevare e abbassare i carichi con precisione.

Quali sono i principali tipi di paranchi?
La prima classificazione riguarda l’elemento del paranco impiegato per il sollevamento del carico, cioè:
-la fune;
-la catena.

Il paranco a fune è, nella maggior parte dei casi, un paranco elettrico. Il paranco elettrico rappresenta un’ottima scelta qualora si preveda di farne un uso regolare e nel caso in cui le manovre da realizzare richiedano precisione. La maggior parte dei paranchi elettrici funziona grazie ad una fune metallica e consente di raggiungere altezze di sollevamento più elevate.

Il paranco a catena per gru è quello più diffuso. La maggior parte delle esigenze industriali per il sollevamento richiede paranchi a catena di portata compresa tra i 125 e i 2000 kg. Questa unità di sollevamento verticale è costituita da un sistema di ingranaggi che, azionati manualmente o elettricamente, permette il sollevamento verticale di un carico ancorato al gancio. Il paranco, che esegue il solo sollevamento, è poi generalmente fissato al carrello su una gru in grado di spostare il carico lungo un braccio per soddisfare le esigenze di lavorazione e/o stoccaggio nell’area di lavoro.

I paranchi a catena si distinguono in quattro categorie di prodotto in base al tipo di forza che viene impiegata:
ELETTRICA: tipologia più diffusa e richiesta per applicazioni frequenti; Il paranco elettrico a catena unisce la potenza alla rapidità di sollevamento senza richiedere alcuno sforzo all’operatore.
MANUALE: richiesta per impianti di supporto; il paranco manuale, pur permettendo il sollevamento di grossi carichi, consente di compiere movimenti abbastanza lenti ed è per questo che viene scelto soltanto per attività di sollevamento sporadiche.
PNEUMATICA: richiesta in particolari situazioni; per chi non dispone o non può utilizzare energia elettrica, ma deve comunque sollevare grossi carichi.
IDRAULICA: usata in rare applicazioni di nicchia.

Contattaci per avere maggiori informazioni: https://www.fapsrl.net/

Le procedure di controllo per apparecchi di sollevamento materiali.

La manutenzione e i controlli delle attrezzature di sollevamento sono tra le attività più importanti per la sicurezza dei lavoratori.
Il controllo può essere giornaliero, frequente e periodico.

Ispezione giornaliera
Si tratta dell’ispezione visiva condotta giornalmente dal conduttore di gru o dall’imbracatore prima di iniziare le operazioni di sollevamento.

Ispezione frequente
È l’ispezione condotta sulla base della frequenza e della severità di utilizzo dell’attrezzatura e dell’ambiente di lavoro, entro intervalli di tempo non superiori a tre mesi.

Ispezione periodica
Ispezione condotta sulla base dell’ambiente di lavoro, della frequenza e della severità di utilizzo dell’attrezzatura.

Ci sono, poi, controlli che non sono eseguiti con periodicità o sono dettati da evenienze eccezionali: ispezione eccezionale e verifica speciale.
La verifica speciale deve essere eseguita dopo 20 anni dalla messa in servizio, che richiede per gru mobili e trasferibili l’effettuazione di un’indagine supplementare che, oltre alla vita residua dell’attrezzatura, individui anche eventuali vizi, difetti o anomalie prodottisi nel corso dell’utilizzo dell’attrezzatura.
Per quanto riguarda le modalità di esecuzione per i controlli previsti per gli apparecchi di sollevamento di tipo trasferibile ritenuti più critici e/o complessi, ci sono elementi ai quali deve prestarsi maggiore attenzione e strumenti e modi per effettuare dette ispezioni.

É responsabilità del datore di lavoro definire le misure necessarie a garantire il mantenimento di condizioni di sicurezza minime accettabili nell’uso delle attrezzature.
Il datore di lavoro, inoltre, dovrà ricorrere al supporto di un tecnico esperto o officine autorizzate, per acquisire tutti i parametri necessari a garantire un uso ed una manutenzione sicuri dell’attrezzatura, ad es. simboli e pittogrammi da apporre sulla macchina, valori delle coppie di serraggio degli elementi maggiormente critici, valori di taratura dei limitatori e delle principali valvole del circuito idraulico/pneumatico, i giochi ammissibili per ralle e meccanismi di rotazione, ecc.

Per quanto riguarda la “taratura delle valvole, nel caso in cui non risulti possibile reperire il compendio delle caratteristiche essenziali ed anche le officine autorizzate non riescano a definire un valore certo, si consiglia di procedere ad un abbattimento del 20% della portata nominale e con questa procedere alla corrispondente taratura delle valvole.

Hai bisogno di attrezzature per il sollevamento industriale?
Scegli Fap srl: www.fapsrl.net