Articoli

I lavori in quota possono esporre i lavoratori a rischi molto elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall’alto e ad altri gravi infortuni sul lavoro.

Fra gli adempimenti richiesti dalla legge italiana per quel che concerne i lavori eseguiti in quota, vi è l’installazione di sistemi anticaduta (linee vita).

La scelta delle Linee vita per lavori ad alta quota è un aspetto fondamentale, oltre che obbligatorio, da curare in caso di costruzioni, ristrutturazione, installazione di impianti solari e fotovoltaici e di tutti i lavori che hanno partecipe quote e altezze come luogo di lavoro.

Chi può installare le linee vita?

Il montaggio delle linee vita esige molte conoscenze e qualifiche allo scopo di soddisfare tutti i requisiti di sicurezza richiesti dalla legge.

La legge regolamenta in modo molto rigido i requisiti fondamentali per eseguire questo tipo di installazione e le conseguenze della mancata applicazione di queste norme possono sfociare in gravi sanzioni.

Questo significa che una linea vita non può essere montata da chiunque: solo i professionisti del settore, abilitati dal fornitore dei sistemi da installare, possono procedere a svolgere questo compito in accordo con le disposizioni di legge.

Per capire meglio quali sono i requisiti richiesti per l’installazione è necessario compiere una distinzione preliminare tra le due tipologie: linee provvisorie e linee permanenti.

Per quanto riguarda le linee vita provvisorie, siano esse verticali oppure orizzontali, possono essere installate dalla persona che andrà ad utilizzarle. Ovviamente, a questo proposito, il lavoratore dovrà aver già ricevuto una formazione specifica che include sia nozioni prettamente teoriche, sia esercizi pratici e riguarderà il montaggio dei diversi tipi di linea di vita e l’utilizzo delle stesse.

Inoltre, l’operaio dovrà necessariamente ricevere una formazione specifica su come risalire nel caso di una caduta in altezza utilizzando le linee vita provvisorie.

Per quanto riguarda quelle permanenti, invece, sia nel caso delle linee vita orizzontali, sia nel caso di linee verticali con un cavo oppure con i binari, l’installatore dovrà essere una persona formata e accreditata.

Come sempre, è bene ricordare che sia la progettazione sia la realizzazione di sistemi anticaduta devono sempre essere affidate solo a dei tecnici specializzati con una consolidata esperienza nel settore, gli unici in grado di assicurare la giusta combinazione di affidabilità e sicurezza.

La grande forza del nostro Team è la capacità di progettare a 360 gradi.

Siamo un punto di appoggio importante per i Tecnici che, quotidianamente, si rivolgono a noi per professionalità, efficienza e cortesia.

Richiedi un preventivo:

Tel. (+39) 0742 320920

La migliore arma per la sicurezza di chi opera in quota è la prevenzione e la corretta progettazione dei sistemi di sicurezza.

La scelta e la progettazione linea vita sono un aspetto fondamentale, oltre che obbligatorio, da curare in caso di costruzioni, ristrutturazione, installazione di impianti solari e fotovoltaici e di tutti i lavori che hanno il tetto come luogo di lavoro.

Non esiste una “linea vita” come prodotto universale, adattabile a tutti i tetti, ma si tratta di un sistema complesso, composto in maniera diversa in funzione di distinti elementi. Ciò richiede sempre un progetto.

La grande forza del nostro Team è la capacità di progettare a 360 gradi.

Progettare una linea vita, cosa fare

Per progettare una linea vita ad hoc si deve tener conto di:

Valutazione dei rischi ed indicazioni sulla conseguente scelta del sistema di protezione dalle cadute.

Percorsi per arrivare all’accesso in copertura.

Punti e modalità di accesso in sicurezza alla copertura.

Valutazione del rischio conseguente alla caduta, a cui il lavoratore è esposto anche se è legato, derivante dall’oscillazione del corpo e dal conseguente urto contro ostacoli (effetto pendolo), da sollecitazioni trasmesse dall’imbracatura sul corpo al momento dell’arresto della caduta, dal tempo di permanenza in sospensione inerte.

Progettare una linea vita, i doveri del progettista

Il progettista deve progettare e creare un elaborato grafico con la descrizione dei rischi e delle modalità di utilizzo del sistema anticaduta.

La Pianta del tetto con indicazione della posizione degli dispositivi di ancoraggio e delle linee vita ed i vari percorsi in sicurezza.

Le Istruzioni di utilizzo del sistema anticaduta ed indicazioni dei DPI che deve avere in dotazione un operatore.

Le scelte effettuate in fase di progettazione sono volte a rendere sicura la copertura, garantendo al contempo comodità e facilità di utilizzo.

Il Progetto ed elaborato grafico devono permettere al datore di lavoro di fornire agli utilizzatori “dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.” (art. 26 del d.lgs. 81/2008).

Fap Srl, nel 2009, si è specializzata nel settore dei dispositivi di ancoraggio strutturale o Linea Vita e dei sistemi di anticaduta dall’alto grazie alla pluriennale esperienza maturata presso primaria azienda.

Elaboriamo in tempo Reale Progetti di Installazione, Dimensionamenti, Computi Metrici e Preventivi.

Le richieste vengono evase in modo molto veloce e, a stretto giro, il Tecnico riceverà un Progetto dettagliato su dove posizionare ed installare i Sistemi Anticaduta.

Richiedi un preventivo!

Le verifiche degli apparecchi di sollevamento oltre a rispondere a un preciso obbligo di legge, sono uno strumento fondamentale per il mantenimento dei requisiti di sicurezza delle attrezzature e per la salvaguardia dei lavoratori che le utilizzano.

I nostri Tecnici specializzati eseguono le attività di controllo, contattaci!

La prima verifica periodica serve a:

-identificare l’attrezzatura di lavoro in base alla documentazione allegata alla comunicazione di messa in servizio inoltrata al Dipartimento INAIL territorialmente competente, controllandone la rispondenza ai dati riportati nelle istruzioni per l’uso del fabbricante

-accertare che la configurazione dell’attrezzatura di lavoro sia tra quelle previste nelle istruzioni d’uso redatte dal fabbricante;

-verificare la regolare tenuta del Registro di Controllo ove previsto dai decreti di recepimento delle direttive comunitarie pertinenti o, negli altri casi, delle registrazioni di cui all’articolo 71, comma 9, del d.lgs. n. 81/2008;

-controllare lo stato di conservazione dell’attrezzatura;

-effettuare le prove di funzionamento dell’attrezzatura di lavoro e di efficienza dei dispositivi di sicurezza. Al fine di assicurare un riferimento per le verifiche periodiche successive, dovrà essere compilata la scheda tecnica di identificazione che successivamente costituirà parte integrante della documentazione dell’attrezzatura di lavoro.

Come si conclude la prima verifica periodica?

Alla fine della verifica, se l’attrezzatura è considerata sicura viene rilasciato un verbale indicante l’idoneità dell’attrezzatura e la relativa scheda tecnica.

Nel caso non si sia potuto portare a termine la verifica per mancanza di documenti o indisponibilità dell’attrezzatura è rilasciato all’azienda un verbale di sospensione della verifica, che sarà poi terminata in un momento successivo.

Nel caso l’attrezzatura di lavoro presenti carenze tali da pregiudicare la sicurezza, sarà rilasciato un verbale indicante la non idoneità ai fine della sicurezza e sarà avvisata immediatamente l’ASL di competenza territoriale.

A cosa servono le verifiche periodiche successive alla prima?

Le verifiche periodiche successive alla prima serve ad accertare:

-la conformità alle modalità di installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d’uso;

-lo stato di manutenzione e conservazione;

-il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante specifiche dell’attrezzatura di lavoro e l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo.

Fap effettua verifiche ventannali e/o decennali!

Servizi svolti:

Controlli non distruttivi

Esame Magnetoscopico

Liquidi penetranti

Ultrasuoni

Relazione dei cicli residui

Per maggiori info:

Telefono ed email
Tel: (+39) 0742 320920
Fax: (+39) 0742 329098
Email: info@fapsrl.net

La comunicazione di messa in servizio è obbligatoria per tutte le gru a bandiera, sia quelle marcate CE sia per quelle non marcate CE.

La gru a bandiera è una tipologia di apparecchio di sollevamento molto diffuso nelle piccole e medie imprese, nel settore della metalmeccanica e non solo.

In commercio ci sono due tipologie di gru a bandiera:

quelle del tipo a mensola: per essere installate hanno bisogno di un supporto costituito dalle strutture esistenti (muri, pilastri, travi);

e quelle a colonna: vengono ancorate ad una colonna / pilastro metallico fissato alla pavimentazione.

Hai bisogno di maggiori info? Contattaci

Fap Srl è presente da decenni nel mercato della vendita di materiale e accessori per il sollevamento industriale, distinguendosi per la sua professionalità ed il suo impegno.

Messa in servizio della gru a bandiera

La comunicazione di messa in servizio (cosiddetta “denuncia”) è obbligatoria per tutte le gru a bandiera, sia quelle marcate CE (cioè immesse sul mercato dopo il 21 settembre 1996) sia per quelle non marcate CE.

Messa in servizio di gru a bandiera marcate CE

L’obbligo di messa in servizio è previsto dal DM 11 aprile 2011. La denuncia va inoltrata all’Inail. Dal 27 maggio 2019 tale comunicazione può essere effettuata solo per via telematica attraverso l’applicativo CIVA. Inail, dopo gli accertamenti di correttezza formale della documentazione ricevuta, provvederà al rilascio della matricola.

Messa in servizio di gru prive di marcatura CE

Per le gru più datate il processo di omologazione è più complesso, in quanto non è possibile denunciare l’apparecchio di sollevamento trasmettendo una semplice comunicazione. Infatti il Ministero del lavoro con Circolare n. 77/1996 ha previsto ai fini dell’omologazione la trasmissione in fase di denuncia di specifica documentazione dell’apparecchio di sollevamento, costituita da:

-Elaborati grafici (disegno d’insieme e sezioni);

-Schemi funzionali impianti elettrici e/o fluidodinamici

-Estratto relazione di calcolo con indicazione della norma tecnica adottata (ovvero esplicitazione dei criteri di calcolo).

Tale documentazione dovrà essere firmata da un tecnico iscritto al relativo albo professionale.

L’obbligo di denuncia degli apparecchi ante CE deriva dal DM 12.09.1959 all’art. 7

“i datori di lavoro, utenti di (omissis…) gru o di altri apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 chilogrammi, esclusi quelli azionati a mano e quelli già soggetti a speciali disposizioni di legge, devono farne denuncia all’ufficio competente per territorio dell’Ente nazionale prevenzione infortuni prima della loro messa in servizio. (omissis..)” ed è stato confermato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la circolare n. 23/2012. Decreto successivamente richiamato nella prima Direttiva Macchine (DPR 459/1996) con l’art.11:

“Chiunque utilizzi macchine già soggette alla disciplina di cui al DM 12.09.1959, messe in servizio successivamente all’entrata in vigore del presente regolamento, ha l’obbligo di denuncia al dipartimento periferico competente per territorio dell’ISPESL dell’avvenuta installazione della macchina“.

L’attribuzione del numero di matricola

Dopo il ricevimento e controllo formale della documentazione l’INAIL provvederà a rilasciare numero di matricola della gru. Tale identificativo non va confuso con il numero di fabbrica dell’apparecchio di sollevamento, spesso ed impropriamente chiamato “matricola”.

Scegli i nostri impianti per il sollevamento!

Per maggiori info:

Telefono ed email

Tel: (+39) 0742 320920

Fax: (+39) 0742 329098

Email: info@fapsrl.net

Una macchina o un impianto in cattive condizioni può essere ripristinato funzionalmente.

Il costruttore progetta e costruisce la macchina in modo tale che la stessa abbia una durata teorica di servizio sicuro pari a 10 anni in funzione delle classi di spettro utilizzate e dichiarate in fase di progetto.

Dopodiché è obbligatorio effettuare il calcolo di vita residua per stabilire se la macchina può essere ancora utilizzata. Nel caso sia possibile, si continua il normale utilizzo fino ad esaurimento del periodo riportato sul Calcolo di vita residua.

In caso di impianti obsoleti vale la pena valutare la possibilità di modernizzare il proprio carroponte, eseguendo le attività necessarie per ripristino completo della macchina nel pieno rispetto delle norme vigenti, rendendolo funzionale alle proprie esigenze, risparmiando.

Modernizzare il proprio carroponte può risultare così la scelta più economica prima di passare alla sostituzione dello stesso.

Questa attività, definita revamping, consiste in più fasi successive e vincolanti: analizzare la struttura della macchina, verificando quali componenti siano ancora in grado di assicurare il lavoro per il quale sono stati progettati, pianificare lo smontaggio e lo smaltimento delle parti più obsolete, montare i nuovi componenti avendone prima verificato la compatibilità con quelli esistenti, effettuare prove a vuoto ed infine collaudare la macchina.

Ma chi può eseguire il Revamping?

La FAP Srl ha all’interno della propria organizzazione tecnici ed ingegneri esperti che svolgono queste operazioni con particolare cura.

Gli interventi che vengono realizzati più frequentemente sono:

Modifica o sostituzione carrello paranco su carroponte,

Interventi su vie di corsa,

Installazione di Radiocomandi,

Installazione di Limitatori di carico del sollevamento,

Installazione di finecorsa e/o dispositivi anticollisione

Installazione di Inverter

Automazioni varie

Modifica scartamento Carroponte.

I nostri tecnici, sono capaci di migliorare l’efficienza e la portata dei vostri impianti, così come di adeguarli alle norme di sicurezza vigenti, indipendentemente dalla loro struttura ed età.

Per maggiori info:

Telefono ed email

Tel: (+39) 0742 320920

Fax: (+39) 0742 329098

Email: info@fapsrl.net

Quali sono gli accessori dei paranchi per gru?

Gli accessori dei paranchi per gru sono:

PULSANTIERA. La pulsantiera di comando viene fornita in dotazione con tutti i paranchi elettrici. Essa è collegata direttamente al paranco e consente l’azionamento dei comandi di salita/discesa e l’eventuale traslazione con carrello elettrico. La pulsantiera è sempre dotata di pulsante di arresto di emergenza a fungo. Il cavo della pulsantiera può essere di tipo autoportante o con cavo spiralato in abbinamento a sollevatori a ventosa.

RADIOCOMANDO O TELECOMANDO. Il radiocomando per l’azionamento a distanza del paranco è disponibile come optional su ogni paranco elettrico; questo per consentire all’operatore di spostarsi liberamente all’interno dell’area di lavoro senza il vincolo del cavo elettrico.

PARANCO CON CARRELLO. Quando si parla di paranco scorrevole, si intende che il paranco è corredato di carrello.

CARRELLI PER PARANCHI MANUALI

CARRELLO A SPINTA. Movimentazione manuale tirando la catena o spingendo il carico.

CARRELLO MECCANICO A CATENA. Movimentazione tramite catena di manovra per esercitare un maggiore controllo sulla traslazione dei carichi.

CARRELLI PER PARANCHI ELETTRICI

CARRELLO A SPINTA. Movimentazione manuale tirando o spingendo il carico.

CARRELLO MECCANICO A CATENA. Movimentazione tramite catena di manovra per esercitare un maggiore controllo sulla traslazione dei carichi pesanti.

CARRELLO MOTORIZZATO. Traslazione motorizzata per maggiore comodità e in presenza di carichi pesanti. Con questa configurazione è possibile raggiungere aree scomode e permettere una movimentazione orizzontale ad ampio raggio accorciando i tempi.

SACCO PORTA-CATENA. Disponibile in plastica, in tela o in acciaio.

INVERTER. Qualora fosse richiesta una movimentazione dolce e un pieno controllo del carico, è possibile installare l’inverter, che consente partenze e arresti dolci sia sul sollevamento, sia sulla traslazione.

CARRELLO RIBASSATO A INGOMBRO RIDOTTO. È la soluzione ideale per sfruttare tutto lo spazio disponibile in altezza ottimizzando la corsa del gancio. Attraverso alcune carrucole viene ottimizzata la posizione del gancio ed è disponibile nella versione con carrello sia manuale che elettrico.

Fap Srl è presente da decenni nel mercato della vendita di materiale e accessori per il sollevamento industriale: le sue principali attività sono quelle della progettazione, della vendita e dell’installazione di Gru, Carriponte e di tutti quegli accessori sottogancio utili alla movimentazione dei carichi pesanti.

Vuoi maggiori info?

Tel: (+39) 0742 320920 – Fax: (+39) 0742 329098

Email: info@fapsrl.net

Il corso gru a torre è un corso di formazione teorico-pratico obbligatorio per gli operatori di apparecchi di sollevamento

La gru a torre è una delle attrezzature di lavoro più importanti che possiamo trovare all’interno dei cantieri per il sollevamento e la movimentazione aerea dei carichi.

Esistono due tipi di gru a torre:

-gru a rotazione bassa: sono tutti gli apparecchi in cui la rotazione del braccio avviene al piede, vicino all’appoggio a terra degli stabilizzatori;

-gru a rotazione alta: sono invece gli apparecchi in cui la rotazione del braccio avviene in alto, nel punto in cui il braccio si innesta con la torre.

Per utilizzare entrambe, è necessario che tutti gli operatori effettuino un’attività di formazione ed addestramento; è compito del Datore di Lavoro organizzare e formare i propri lavoratori durante l’orario di lavoro.

Fap Srl presente da decenni nel mercato della vendita di materiale e accessori per il sollevamento industriale, si distingue per la sua professionalità ed il suo impegno.

La formazione degli operatori

La durata della prima formazione è di 12 ore, di cui 8 di modulo tecnico e 4 di addestramento pratico per la sola rotazione bassa o alta; è possibile effettuare un’unica formazione che consente di abilitare gli operatori sia all’utilizzo della gru a rotazione bassa, che a quella a rotazione alta, ma la durata complessiva della formazione diventa di 14 ore.

L’intera formazione ha una validità di 5 anni dalla data di emissione dell’attestato e potrà essere rinnovata per altri 5 anni, mediante la frequentazione di un corso d’aggiornamento di 4 ore.

Il corso di formazione può essere tenuto solo da soggetti con esperienza documentata di almeno sei anni nella formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, oppure da soggetti formatori con esperienza documentata, almeno triennale alla data di entrata in vigore dell’Accordo Stato Regioni, nella formazione per le specifiche attrezzature di lavoro entrambi accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata su GURI del 23 gennaio 2009.

Oltre a questi, possono erogare la formazione anche le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’INAIL, le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori nel settore di impiego delle attrezzature, gli ordini o collegi professionali, le aziende produttrici/distributrici/noleggiatrici/utilizzatrici dell’attrezzatura, gli enti bilaterali o le scuole edili.

Scegli i nostri servizi per il sollevamento!

Nel corso degli anni abbiamo selezionato una serie di Partner con cui lavoriamo a stretto contatto. I fornitori vengono attentamente selezionati attraverso un confronto tecnico-qualitativo costante.

Per maggiori info:

Telefono ed email

Tel: (+39) 0742 320920

Fax: (+39) 0742 329098

Email: info@fapsrl.net

Il controllo delle attrezzature di sollevamento deve essere eseguito da personale competente.

Il D. Lgs 81/08, al comma 8 dell’Art. 71, stabilisce che gli interventi di controllo sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l’efficienza ai fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona competente.

L’obbligo riguardo la manutenzione e conservazione dei macchinari di sollevamento in condizioni di efficienza ai fini della sicurezza è in capo al datore di lavoro.

Le norme tecniche internazionali forniscono indicazioni a supporto del Datore di Lavoro per la corretta gestione in sicurezza degli apparecchi di sollevamento e per l’esecuzione dei controlli di tali attrezzature.

Le competenze richieste per le persone che effettuano gli interventi tecnici di controllo periodico e straordinario, ovvero dopo interventi di modifica o riparazione sostanziale di meccanismi o parti strutturali di una gru (tali competenze nulla hanno a che vedere con le specifiche qualifiche previste per gli ispettori degli Organismi Terzi incaricati delle ispezioni di cui al comma 11 dell’art. 71 del D.Lgs 81/08 e per le qualifiche e competenze sono state stabilite dal legislatore nazionale nel DM 12 aprile 2011 del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali) sono stabilite dalla norma UNI ISO 23814:2012 “Apparecchi di sollevamento- Requisiti relativi alle competenze per ispettori di gru”.

Hai bisogno di controllare i tuoi apparecchi di sollevamento? Contattaci

NORMA UNI ISO 23813:2012

Nell’appendice A della norma UNI ISO 23813:2012 è riportata una lista di controllo per una corretta procedura di controllo, verifica ed esecuzione di operazioni di sollevamento da parte della “Persona designata”.

L’appendice A raccomanda la specializzazione dell’incaricato dei controlli per varie categorie di gru (mobili, a torre, a ponte, ecc.);

L’appendice B fornisce indicazioni circa i criteri di conoscenza per le varie parti della gru da ispezionare.

Un’altra fondamentale norma di supporto al personale qualificato per l’esecuzione delle verifiche degli apparecchi di sollevamento è la UNI ISO 4309:2019 che definisce criteri di controllo delle funi di acciaio in servizio sugli apparecchi di sollevamento. Essa elenca i criteri per lo scarto che devono essere applicati per garantire un utilizzo sicuro degli apparecchi di sollevamento.

Per quanto riguarda invece la gestione, da parte di personale qualificato, dei controlli supplementari per valutare la vita residua di un apparecchio di sollevamento, la ISO 12482 fornisce metodologie per determinare il periodo di funzionamento sicuro dei meccanismi di sollevamento di serie.

Fap Srl effettua controllo degli impianti di sollevamento:

i nostri Tecnici specializzati eseguono le attività di controllo adottando le disposizioni contenute nelle UNI ISO 4309:2011 e s.m.i.

Per maggiori info:

Telefono ed email

Tel: (+39) 0742 320920

Fax: (+39) 0742 329098

Email: info@fapsrl.net

Le criticità che si riscontrano nei luoghi di lavoro dove si utilizzano attrezzature di sollevamento dei carichi

Nei luoghi di lavoro in cui si utilizzano le attrezzature per il sollevamento dei carichi si possono riscontrare tante criticità; in particolare queste criticità riguardano gli accessori di sollevamento, cioè i componenti e attrezzature non collegate alle macchine per il sollevamento, che consentono la presa del carico, disposti tra la macchina e il carico oppure sul carico stesso, oppure destinati a divenire parte integrante del carico e ad essere immessi sul mercato separatamente; anche le imbracature e le loro componenti sono considerate accessori di sollevamento.

Quali sono queste criticità?

Spesso si riscontra uso di accessori di sollevamento non conformi alla Direttiva macchine. Le legature “costituiscono veri e propri accessori di sollevamento/imbracatura e pertanto trovano la loro regolamentazione tecnica ed amministrativa nella Direttiva macchine.

Altre criticità, sempre relativamente agli accessori di sollevamento, riguardano:

-deposito di accessori di sollevamento in luoghi non idonei ai fini della sicurezza;

-mancata esecuzione dei controlli degli accessori di sollevamento.

Altre criticità riguardano poi il tema della formazione:

nelle aziende si riscontra la “mancanza di documentazione attestante l’avvenuta formazione ed addestramento all’utilizzo” delle attrezzature.

Altre criticità riguardano poi l’uso in sicurezza delle attrezzature:

-sollevamenti multipli con due o più attrezzature di lavoro in assenza di idonea procedura;

-utilizzo non corretto delle attrezzature di lavoro.

Fap Srl, presente da decenni nel mercato della vendita di materiale e accessori per il sollevamento industriale, si distingue per la sua professionalità ed il suo impegno.

Le principali attività sono quelle della progettazione, della vendita e dell’installazione di Gru, Carriponte e di tutti quegli accessori sottogancio utili alla movimentazione dei carichi pesanti.

Scopri i nostri prodotti per il sollevamento industriale!

Contattaci:

Tel: (+39) 0742 320920

Fax: (+39) 0742 329098

Email: info@fapsrl.net

La durata e il buon funzionamento di una catena di sollevamento dipendono dall’utilizzo e dalla manutenzione

La manutenzione delle catene da sollevamento deve assolutamente riguardare anche la lubrificazione dei giunti. Un mancato controllo, non solo possono compromettere l’efficienza della catena, ma anche il suo funzionamento e la sua integrità.

Lubrificando la catena, si garantirà il funzionamento ottimale e la durata più lunga.

Le cose da fare per una lubrificazione corretta

Il primo elemento da dover controllare in fase di lubrificazione, è la pulizia della catena. Una catena ben lubrificata è prima di tutto pulita da polveri, residui di lavorazioni e sporcizia di qualsiasi tipo. È opportuno pulire bene le maglie e le giunzioni, per non incorrere in spiacevoli sorprese.

Per provare se c’è una corretta lubrificazione si può toccare la catena e le sue maglie, se ci si sporca, allora la catena è ben oliata.

Le cose da non fare per una lubrificazione corretta

Quando le catene vengono lubrificate, è fondamentale che il prodotto usato sia abbastanza fluido, in caso contrario il lubrificante non aderirà perfettamente alle superfici e l’attrito e la torsione non verranno mai risolte.

Per ottenere una lubrificazione corretta è bene utilizzare un prodotto di qualità e dalla giusta fluidità:

Dunque bisogna considerare:

-la composizione: ci sono molti lubrificanti che hanno al loro interno dei diluenti e che si presentano come bombolette spray; di solito il diluente scioglie anche il grasso che il produttore mette tra le giunzioni lasciando solo la patina di grasso più esterna che, invece di lubrificare, rappresenta uno dei principali attratto di sporcizia;

-la viscosità: questa proprietà è proprio quella che garantisce la fluidità del prodotto. Ricordiamoci che, in condizioni di temperatura normali, entrano in gioco oli con una viscosità da 20 a 40 SAE (da 50 a 200mm²/s a 40° Celsius) e dobbiamo tenere conto delle temperature raggiunte dalle catene durante le lavorazioni;

-l’evaporazione: quando usiamo le bombolette spray, dobbiamo assicurarci che, una volta applicato, la viscosità permanga.

Ogni sistema meccanico, più o meno complesso, ha costantemente bisogno di lubrificazione al fine di funzionare perfettamente e a lungo.

Fap Srl, presente da decenni nel mercato della vendita di materiale e accessori per il sollevamento industriale, si distingue per la sua professionalità ed il suo impegno. I suoi Tecnici specializzati eseguono le attività di controllo adottando le disposizioni contenute nelle UNI ISO 4309:2011 e s.m.i.