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Le fasce di sollevamento sono molto utili soprattutto per sollevare o spostare mezzi pesanti e i vari attrezzi che si utilizzano per il lavoro.

LE APPLICAZIONI DELLE FASCE DI SOLLEVAMENTO

Questi cinghie, corde e ancoraggi possono essere utilizzati anche come brache per gru. Esistono dei prodotti molto specifici a seconda del peso che devono reggere. Per esempio ci sono le fasce di sollevamento per gru di mt 3 e di portata di 1000 kg. Fra le altre applicazioni, per esempio, i professionisti usano queste cinghie anche per sollevare e spostare mobili. Risultano dei prodotti molto utili in diverse situazioni.

Tutto sta naturalmente nello scegliere le cinghie più adeguate alle attività che si devono svolgere, garantendosi così molti vantaggi. È molto importante non utilizzare mai una braca che non riporta l’etichetta ufficiale, la quale, secondo le norme, ha uno specifico colore che indica il tipo di materiale e la portata massima che può essere sollevata.

LE TIPOLOGIE DI FASCE DI SOLLEVAMENTO

Possiamo trovare in commercio vari tipi di cinghie per sollevamento carichi. Ci sono brache e catene e fasce di sollevamento ad anello.

La braca ad anello, in particolare, ha delle speciali funzioni che si rivelano grazie alla stabilità ottimale che riesce a garantire. Questi prodotti sono caratterizzati dalla presenza di funi in acciaio, che devono essere obbligatoriamente conformi alle norme specifiche di riferimento. In particolare si tratta della normativa ISO 2408. Le funi hanno alle loro estremità dei ganci che consentono di collegarsi ai carichi pesanti che devono essere sollevati.

Esistono comunque diversi materiali che possono essere utilizzati per i diversi usi. Infatti per esempio ci sono anche le brache di sollevamento in poliestere, che vanno utilizzate a seconda delle dimensioni e della portata dei carichi.

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Le nostre attività principali sono quelle della progettazione, vendita ed installazione di Gru e Carriponte, e di tutti gli accessori sotto gancio utili alla movimentazione dei carichi pesanti.

In foto, FASCE IN POLIESTERE A NORMATIVA EUROPEA CE

 

In caso di impianti obsoleti vale la pena valutare la possibilità di modernizzare il proprio carroponte, eseguendo le attività necessarie per ripristino completo della macchina nel pieno rispetto delle norme vigenti, rendendolo funzionale alle proprie esigenze, risparmiando.

Modernizzare il proprio carroponte può risultare così la scelta più economica prima di passare alla sostituzione dello stesso. Vecchi o inadeguati impianti possono essere, dunque, riconvertiti ad attuali esigenze.

In questo caso, ci troviamo a procedere al revamping del carrello del carroponte, alla Centrale Enel Arezzo, un’operazione comunque complessa, che richiede macchinari specifici e personale preparato e competente.

Quando parliamo di “REVAMPING”, intendiamo tutti quegli interventi di ristrutturazione generale, con interessamento di tutte le parti, o solamente alcune, dell’impianto di sollevamento, che hanno come scopo quello di elevare il livello prestazionale del carroponte e/o della gru al massimo, similmente ad un prodotto nuovo.

Per svolgere questo revamping, abbiamo dapprima eseguito un’attenta diagnosi che riguarda il carroponte, e proseguito con lo smontaggio delle componenti dell’impianto esistente, ovvero il carrello del carroponte.

L’intervento è stato portato a termine con successo grazie ad interventi mirati! Con i mezzi idonei e il personale addestrato i risultati sono garantiti.

Gli specialisti di Fap Srl possono migliorare l’efficienza dei vostri impianti, la portata e adeguarli alle norme di sicurezza vigenti.

Per saperne di più visitate il nostro sito:

www.fapsrl.net/portfolio-articoli/revamping/

Per tutte le attrezzature di lavoro in generale, e per le gru in particolare, il testo unico della sicurezza d.lgs 81/08 prescrive che le stesse siano:

  • installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d’uso;
  • oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all’articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione;
  • assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza stabilite con specifico provvedimento regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui all’articolo 18, comma 1, lettera z);
  • siano curati la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso è previsto.

Hai bisogno di assistenza immediata per la conformità degli apparecchi di sollevamento? Chi siamo?

F.A.P. Srl nasce nel 1999 a Foligno, fondata da Ulderico Gregori, con alle spalle circa 25 anni di esperienza del mondo del sollevamento industriale con particolare attenzione alle Funi di Acciaio. Oggi, a distanza di anni, l’azienda è cresciuta e si è consolidata non solo nel settore commerciale del Sollevamento Industriale, ma anche nell’Assistenza, con personale specializzato e attrezzature all’avanguardia.

L’azienda e i suoi collaboratori sono impegnati a garantire qualità e rapidità nel soddisfare le richieste della clientela. Inoltre, possono rinnovare completamente il tuo apparecchio di sollevamento industriale in particolare con attenzione alla sicurezza attraverso attività di revamping.

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Le Gru a Ponte o Carroponte si distinguono in monotrave e bitrave (a seconda dell’uso e delle portate). Quando utilizzare l’uno o l’altro?

La differenza del monotrave con quello bitrave consiste innanzitutto nell’elemento di supporto all’argano o al paranco. Infatti, se nel primo caso è presente una sola trave, nel secondo ne sono presenti due per lo scorrimento dell’organo di sollevamento.

Dunque, il numero di travi è il primo fattore discriminante tra le due tipologie.

Inoltre, il carroponte monotrave è maggiormente indicato per carichi (relativamente) più leggeri, rispetto al bitrave che ha una capacità di carico fino a sei volte maggiore. In particolare, nel primo caso la portata massima di sollevamento ammonta a carichi di dieci tonnellate, con la possibilità di raggiungere un’altezza massima di venticinque metri. Il bitrave, invece può sollevare anche sessanta tonnellate di peso, talvolta anche oltre, ad un’altezza di trentadue metri.

Il bitrave viene impiegato maggiormente nelle grandi superfici e può operare su più vie di corsa; il suo utilizzo ha luogo in contesti che necessitano di prestazioni più avanzate, come nel caso della movimentazione industriale di carichi maggiormente pesanti.

Dunque, concludendo, i due tipi di carroponte differiscono per caratteristiche strutturali e funzionali, nonché per le principali destinazioni d’uso.

Dunque, quando è meglio utilizzare un carroponte bitrave piuttosto di uno monotrave?

La scelta dipende dalla portata e scartamento, inoltre lo si sceglie per aumentare la corsa gancio e per applicazioni speciali.

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Il registro di controllo “racconta” essenzialmente la storia di ogni singola gru.

Il “registro della gru” costituisce un vero e proprio “curriculum vitae” dettagliato della gru. Documenta, in ordine cronologico, (data, nome, firma) tutti gli interventi di manutenzione eseguiti sulla gru (ispezione/controllo, revisione, riparazione), qualsiasi fatto od evento particolare avvenuto all’impianto di sollevamento.

Insomma, fornisce un’idea complessiva e immediata di tutti gli interventi di manutenzione a cui è stata sottoposta, nel corso degli anni.

A CHI SPETTA IL COMPITO DI TENERE AGGIORNATO IL REGISTRO?

Dopo che l’azienda incaricata dell’installazione ha terminato di effettuare il primo montaggio e ha rilasciato il verbale di idoneità all’utilizzo della gru, il registro di controllo dovrà essere aggiornato da colui che materialmente ha il possesso della macchina, che sia il proprietario o l’utilizzatore. È buona norma fare una copia del registro e tenere anch’essa aggiornata. In caso di qualsiasi controllo, però, l’originale deve sempre essere mostrato, debitamente compilato, alle autorità che ne facciano eventualmente richiesta.

Inoltre, i controlli devono sempre essere aggiornati in forma scritta ed è necessario conservare quelli degli ultimi tre anni a disposizione degli organi di vigilanza, come da art. 71 comma 9 D.lgs 81/08.

COSA SUCCEDE IN CASO DI SMARRIMENTO DEL REGISTRO DI CONTROLLO?

Se si perde il registro, bisogna ricostituirlo tramite apposito formulario, da richiedere all’azienda che effettua l’assistenza degli apparecchi di sollevamento. Bisogna quindi cercare di ricostruire gli eventi nell’ordine cronologico in cui essi hanno avuto luogo, attraverso i verbali dei vari interventi realizzati sulla macchina.

Fap srl è presente da decenni nel mercato della vendita di materiale e accessori per il sollevamento industriale, distinguendosi per la sua professionalità ed il suo impegno.

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Per la prevenzione degli infortuni nell’uso di apparecchi di sollevamento e mezzi di trasporto, sono fondamentali idonee procedure di scelta, controllo e verifica.

I carroponti e i paranchi sono dei macchinari progettati per sollevare e spostare materiali: sapere come utilizzare correttamente questi strumenti permette di prevenire possibili incidenti ed infortuni.

Alcune indicazioni per la sicurezza:

I carroponti, scorrenti su rotaie, “devono essere provvisti alle estremità di corsa, sia dei ponti che dei loro carrelli, di tamponi di arresto o respingenti adeguati per resistenza ed azione ammortizzante alla velocità ed alla massa del mezzo mobile ed aventi altezza non inferiore ai 6/10 del diametro delle ruote;

gli elevatori azionati a motore devono essere costruiti in modo da funzionare a motore innestato anche nella discesa;

prima di iniziare il carico e lo scarico con carroponte o paranchi va accertato il peso che deve essere sollevato. Il peso è un dato fondamentale per la scelta corretta dei mezzi di sollevamento e degli accessori di imbracatura. Il peso del carico non deve superare la portata dell’apparecchio di sollevamento e degli accessori di sollevamento utilizzati per l’imbracatura;

durante il trasporto il carico va mantenuto il più basso possibile, evitando urti e oscillazioni;

gli accessori di sollevamento per l’imbracatura dei carichi vanno conservati in appositi luoghi e non abbandonati sul terreno dove possono essere causa di cadute. Inoltre gli accessori di sollevamento a contatto con il terreno possono subire danneggiamenti causati dal passaggio dei mezzi di trasporto, dall’umidità e da polveri;

durante l’uso di mezzi di imbracatura (funi, catene, corde, ecc.) a tratti inclinati controllare che la distanza dai punti di attacco sia minore o uguale alla lunghezza dei tiranti (angolo al vertice < 60°) per evitare eccessive sollecitazioni dovute all’aumento della forza agente sui tiranti quando lavorano inclinati;

è vietato passare o sostare sotto i carichi sospesi, passare con il carico sopra i lavoratori ed anche inserire parti del corpo (mani, dita, piedi, ecc.) sotto i carichi sospesi. Pertanto è necessario che i percorsi interessati dal transito dei carichi sospesi siano predisposti in modo da evitare il passaggio del carico sopra i lavoratori e sopra i luoghi per i quali l’eventuale caduta possa costituire pericolo.

Quando poi il passaggio con il carico sopra i lavoratori non possa essere evitato il gruista deve segnalare preventivamente le manovre per consentire l’allontanamento delle persone esposte al pericolo di caduta del carico sospeso.

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La caduta del carico e il possibile conseguente investimento degli operatori da parte dell’intero carico o di una parte di esso, rappresenta il rischio prevalente connesso alla presenza negli ambienti di lavoro di apparecchi per il sollevamento.

Le possibili cause

Errata imbracatura del carico;

assenza o non idoneità dei sistemi di trattenuta e di imbracatura;

non idoneità o insufficiente manutenzione dei freni e dei fine corsa;

eccessiva velocità o manovre brusche durante la traslazione del carico;

sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio;

interferenza tra più apparecchi di sollevamento che incrociano il raggio di azione.

Incidenti possono poi dipendere dalla “scorretta esecuzione delle manovre da parte dell’operatore addetto all’apparecchio di sollevamento quali, ad esempio, l’eccessiva velocità di traslazione e di salita o discesa del carico così come le brusche accelerate e frenate.

Ed è evidente che il sollevamento di carichi eccedenti la portata dell’apparecchio, oltre che presentare un elevato rischio di caduta dell’apparecchio stesso comporta il rischio di caduta del carico per rottura dei sistemi di trattenuta.

Misure di prevenzione

Prima dell’uso:

“verificare l’efficienza della pulsantiera;

verificare l’efficienza dei fine corsa elettrici e meccanici, di salita, discesa e traslazioni;

verificare l’efficienza della chiusura di sicurezza del gancio;

verificare che i percorsi pedonali di manovra siano liberi da ostacoli;

verificare l’efficienza del dispositivo di segnalazione acustica (sirena) e ottica (girofaro)”.

Durante l’uso:

avvisare l’inizio delle manovre con il segnalatore acustico;

durante lo spostamento dei carichi evitare di transitare sopra le aree di lavoro;

manovrare il carroponte a distanza di sicurezza dal carico;

eseguire con gradualità le manovre;

attenersi ai limiti di portata;

verificare sempre il corretto imbraco dei materiali prima di iniziare le manovre;

segnalare tempestivamente le anomalie”.

Dopo l’uso:

non lasciare carichi sospesi;

sollevare il gancio, ritirare il carrello e traslare il carro nella posizione di riposo prestabilita;

interrompere l’alimentazione elettrica, agendo sull’interruttore principale al quadro o a parete;

lasciare la pulsantiera al sicuro da eventuali danneggiamenti.

Mettiamo a vostra disposizione la nostra grande esperienza nella fornitura di apparecchi di sollevamento industriale anche per progetti chiavi in mano e per qualsiasi tipo di ambiente industriale.

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Contattaci al num. +39 0742 320920

o invia una mail a info@fapsrl.net

I lavori in quota possono esporre i lavoratori a rischi molto elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall’alto e ad altri gravi infortuni sul lavoro.

Fra gli adempimenti richiesti dalla legge italiana per quel che concerne i lavori eseguiti in quota, vi è l’installazione di sistemi anticaduta (linee vita).

La scelta delle Linee vita per lavori ad alta quota è un aspetto fondamentale, oltre che obbligatorio, da curare in caso di costruzioni, ristrutturazione, installazione di impianti solari e fotovoltaici e di tutti i lavori che hanno partecipe quote e altezze come luogo di lavoro.

Chi può installare le linee vita?

Il montaggio delle linee vita esige molte conoscenze e qualifiche allo scopo di soddisfare tutti i requisiti di sicurezza richiesti dalla legge.

La legge regolamenta in modo molto rigido i requisiti fondamentali per eseguire questo tipo di installazione e le conseguenze della mancata applicazione di queste norme possono sfociare in gravi sanzioni.

Questo significa che una linea vita non può essere montata da chiunque: solo i professionisti del settore, abilitati dal fornitore dei sistemi da installare, possono procedere a svolgere questo compito in accordo con le disposizioni di legge.

Per capire meglio quali sono i requisiti richiesti per l’installazione è necessario compiere una distinzione preliminare tra le due tipologie: linee provvisorie e linee permanenti.

Per quanto riguarda le linee vita provvisorie, siano esse verticali oppure orizzontali, possono essere installate dalla persona che andrà ad utilizzarle. Ovviamente, a questo proposito, il lavoratore dovrà aver già ricevuto una formazione specifica che include sia nozioni prettamente teoriche, sia esercizi pratici e riguarderà il montaggio dei diversi tipi di linea di vita e l’utilizzo delle stesse.

Inoltre, l’operaio dovrà necessariamente ricevere una formazione specifica su come risalire nel caso di una caduta in altezza utilizzando le linee vita provvisorie.

Per quanto riguarda quelle permanenti, invece, sia nel caso delle linee vita orizzontali, sia nel caso di linee verticali con un cavo oppure con i binari, l’installatore dovrà essere una persona formata e accreditata.

Come sempre, è bene ricordare che sia la progettazione sia la realizzazione di sistemi anticaduta devono sempre essere affidate solo a dei tecnici specializzati con una consolidata esperienza nel settore, gli unici in grado di assicurare la giusta combinazione di affidabilità e sicurezza.

La grande forza del nostro Team è la capacità di progettare a 360 gradi.

Siamo un punto di appoggio importante per i Tecnici che, quotidianamente, si rivolgono a noi per professionalità, efficienza e cortesia.

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La migliore arma per la sicurezza di chi opera in quota è la prevenzione e la corretta progettazione dei sistemi di sicurezza.

La scelta e la progettazione linea vita sono un aspetto fondamentale, oltre che obbligatorio, da curare in caso di costruzioni, ristrutturazione, installazione di impianti solari e fotovoltaici e di tutti i lavori che hanno il tetto come luogo di lavoro.

Non esiste una “linea vita” come prodotto universale, adattabile a tutti i tetti, ma si tratta di un sistema complesso, composto in maniera diversa in funzione di distinti elementi. Ciò richiede sempre un progetto.

La grande forza del nostro Team è la capacità di progettare a 360 gradi.

Progettare una linea vita, cosa fare

Per progettare una linea vita ad hoc si deve tener conto di:

Valutazione dei rischi ed indicazioni sulla conseguente scelta del sistema di protezione dalle cadute.

Percorsi per arrivare all’accesso in copertura.

Punti e modalità di accesso in sicurezza alla copertura.

Valutazione del rischio conseguente alla caduta, a cui il lavoratore è esposto anche se è legato, derivante dall’oscillazione del corpo e dal conseguente urto contro ostacoli (effetto pendolo), da sollecitazioni trasmesse dall’imbracatura sul corpo al momento dell’arresto della caduta, dal tempo di permanenza in sospensione inerte.

Progettare una linea vita, i doveri del progettista

Il progettista deve progettare e creare un elaborato grafico con la descrizione dei rischi e delle modalità di utilizzo del sistema anticaduta.

La Pianta del tetto con indicazione della posizione degli dispositivi di ancoraggio e delle linee vita ed i vari percorsi in sicurezza.

Le Istruzioni di utilizzo del sistema anticaduta ed indicazioni dei DPI che deve avere in dotazione un operatore.

Le scelte effettuate in fase di progettazione sono volte a rendere sicura la copertura, garantendo al contempo comodità e facilità di utilizzo.

Il Progetto ed elaborato grafico devono permettere al datore di lavoro di fornire agli utilizzatori “dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.” (art. 26 del d.lgs. 81/2008).

Fap Srl, nel 2009, si è specializzata nel settore dei dispositivi di ancoraggio strutturale o Linea Vita e dei sistemi di anticaduta dall’alto grazie alla pluriennale esperienza maturata presso primaria azienda.

Elaboriamo in tempo Reale Progetti di Installazione, Dimensionamenti, Computi Metrici e Preventivi.

Le richieste vengono evase in modo molto veloce e, a stretto giro, il Tecnico riceverà un Progetto dettagliato su dove posizionare ed installare i Sistemi Anticaduta.

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Le verifiche degli apparecchi di sollevamento oltre a rispondere a un preciso obbligo di legge, sono uno strumento fondamentale per il mantenimento dei requisiti di sicurezza delle attrezzature e per la salvaguardia dei lavoratori che le utilizzano.

I nostri Tecnici specializzati eseguono le attività di controllo, contattaci!

La prima verifica periodica serve a:

-identificare l’attrezzatura di lavoro in base alla documentazione allegata alla comunicazione di messa in servizio inoltrata al Dipartimento INAIL territorialmente competente, controllandone la rispondenza ai dati riportati nelle istruzioni per l’uso del fabbricante

-accertare che la configurazione dell’attrezzatura di lavoro sia tra quelle previste nelle istruzioni d’uso redatte dal fabbricante;

-verificare la regolare tenuta del Registro di Controllo ove previsto dai decreti di recepimento delle direttive comunitarie pertinenti o, negli altri casi, delle registrazioni di cui all’articolo 71, comma 9, del d.lgs. n. 81/2008;

-controllare lo stato di conservazione dell’attrezzatura;

-effettuare le prove di funzionamento dell’attrezzatura di lavoro e di efficienza dei dispositivi di sicurezza. Al fine di assicurare un riferimento per le verifiche periodiche successive, dovrà essere compilata la scheda tecnica di identificazione che successivamente costituirà parte integrante della documentazione dell’attrezzatura di lavoro.

Come si conclude la prima verifica periodica?

Alla fine della verifica, se l’attrezzatura è considerata sicura viene rilasciato un verbale indicante l’idoneità dell’attrezzatura e la relativa scheda tecnica.

Nel caso non si sia potuto portare a termine la verifica per mancanza di documenti o indisponibilità dell’attrezzatura è rilasciato all’azienda un verbale di sospensione della verifica, che sarà poi terminata in un momento successivo.

Nel caso l’attrezzatura di lavoro presenti carenze tali da pregiudicare la sicurezza, sarà rilasciato un verbale indicante la non idoneità ai fine della sicurezza e sarà avvisata immediatamente l’ASL di competenza territoriale.

A cosa servono le verifiche periodiche successive alla prima?

Le verifiche periodiche successive alla prima serve ad accertare:

-la conformità alle modalità di installazione previste dal fabbricante nelle istruzioni d’uso;

-lo stato di manutenzione e conservazione;

-il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante specifiche dell’attrezzatura di lavoro e l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo.

Fap effettua verifiche ventannali e/o decennali!

Servizi svolti:

Controlli non distruttivi

Esame Magnetoscopico

Liquidi penetranti

Ultrasuoni

Relazione dei cicli residui

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